Educazione

Inserimento al nido o alla scuola materna: i consigli della psicologa

inserimento al nido

L’inserimento al nido o alla scuola dell’infanzia è un’esperienza fondamentale che il bambino affronta fra i tre e i quattro anni. Se in precedenza non ha frequentato l’asilo nido, questo ingresso rappresenta per lui la prima esperienza di inserimento in una realtà sociale esterna al nucleo famigliare.

 

I cambiamenti

Sono tanti i cambiamenti che dovrà affrontare durante l’inserimento al nido o alla scuola materna. Imparerà a stare lontano dai genitori per diverse ore, iniziare a relazionarsi con una figura adulta autorevole, interagire con gli altri bambini e accettare le regole. Uno dei principali obiettivi della scuola d’infanzia è favorire la socializzazione con i coetanei e creare un legame di fiducia con le educatrici. Un compito difficile, che non può essere tuttavia delegato soltanto alla scuola! Con l’ingresso nell’Istituzione Scolastica si “attiva” il patto scuola-famiglia che accompagnerà bambino, genitori e scuola per molto tempo. Per questo motivo è importante che la scelta della scuola possa essere, fin dall’infanzia, un momento condiviso tra i genitori.

Come affrontare le difficoltà dell’inserimento al nido

L’inserimento scolastico, indipendentemente dal metodo adottato dalla scuola, è un passo particolarmente delicato per ciascun membro della famiglia: bambino, mamma e papà. Ecco perché, intorno a tale passaggio, si possono incontrare alcune difficoltà.

Come tutti i momenti di cambiamento e di crescita, è importante che anche rispetto all’ingresso scolastico i bambini siano preparati. Le scuole danno la possibilità di poter partecipare ad alcune giornate di open day, prima dell’inizio dell’anno scolastico. Lo scopo è di consentire ai genitori e ai bambini di vedere gli spazi, conoscere educatrici e responsabili. In questo modo iniziano ad orientarsi all’interno di un nuovo mondo. Tuttavia questo non è sufficiente: non c’è nulla che possa pacificare il bambino come la parola. Parlare ai più piccoli può sembrare un atto banale, scontato…ma non è così! Spesso i genitori dimenticano di avere a loro disposizione uno strumento potentissimo: il dialogo con i propri figli. E’ gratuito e dà sempre una grande soddisfazione.

Ecco allora che spiegare cosa sia la scuola, scandire insieme gli orari della giornata, aiutare a comprendere la differenza tra una separazione, che è momentanea perché implica sempre un ricongiungimento, e un abbandono può aiutare tutta la famiglia ad affrontare l’inserimento scolastico con distensione.

Gradatamente il bambino dovrà riuscire a costruire, arredare e rendere proprio un altro luogo. Come ritrovare qualcosa di familiare nella scuola d’infanzia? E’ una domanda che molto spesso si pongono, in prima battuta, le educatrici stesse che, a partire dalla loro esperienza e dalla loro professionalità, sono coloro che si trovano ad accogliere i piccoli nuovi iscritti.

I timori delle madri

Il senso di colpa, la paura di essere dimenticate, il timore di non essere più l’unico oggetto d’amore per il proprio bambino sono vissuti che possono accompagnare le madri. Sono sentimenti normali, naturali e non da patologizzare! Una mamma che fa spazio a tali emozioni e a tali conflitti interni fa a se stessa un grande dono. La possibilità di interrogarsi, di riflettere e, soprattutto, di pensare! Condividere tali vissuti con il compagno, con un’amica o con la propria madre è utile a poter elaborare quello che sta accadendo: un figlio può amare, in modalità diversa, anche altre figure di accudimento.

Nei primi anni di vita del bambino è in particolare la madre ad essere indispensabile per la sopravvivenza del piccolo, è l’unica persona che, rispondendo ai suoi bisogni fisiologici (fame, sete, sonno, pulizia), si prende amorevolmente cura di lui. L’ingresso nel mondo sociale, che la scuola inaugura in modalità simbolica, sancisce il passaggio che una madre deve operare: dall’essere unica ed indispensabile a essere disponibile. Non è solo il bambino che deve rinunciare alle garanzie dell’ambiente familiare…è anche la madre che deve rinunciare ad avere il proprio piccolo tutto per sé!

Quando un figlio fa fatica e mostra delle difficoltà ad adattarsi alla scuola non è raro che questo abbia a che fare con una diffidenza o un’ansia genitoriale: perché un bambino si inserisca con successo è fondamentale che avverta che anche mamma e papà sono a proprio agio e che hanno fiducia nelle maestre. Una genitore che si fida sostiene e aiuta il futuro studente ad affidarsi alla scuola!

Marta Bottiani – Psicologa, Responsabile di Sede Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlusassociazione pollicino

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