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Oggetto Transizionale: Ciuccio, Copertina o Pollice – Cos’è?

oggetto transizionale

Oggetto Transizionale è quell’oggetto che il bambino tiene con sè per sopperire all’assenza della mamma. Come funziona? Che dobbiamo fare? Chiariamolo meglio con quest’articolo della dr.ssa Pamela Pace, presidente dell’Associazione Pollicino.

Ogni bambino, prima o poi, sente la mancanza del magico momento dell’allattamento. Ognuno a modo suo. L’assenza della mamma, della poppata, la graduale fine dell’orbita simbiotica, cioè della fusione con la madre, sono, per il piccolo d’uomo, il primo incontro con la mancanza e la perdita. Se durante i primi mesi di vita il neonato si viveva in modo non distinto dalla sua mamma, piano piano, crescendo il piccolo deve faticosamente uscire da questa illusione. Attraverso l’esperienza della mancanza e della perdita, incontra la frustrazione, il dispiacere. Gli affetti e i vissuti saranno indispensabili per crescere e incontrare la vita al di là dell’orbita duale. È in questa fase che entra il scena l’oggetto transizionale

Il Piacere della Suzione secondo Freud

Tale percorso è accompagnato dalla necessaria elaborazione e superamento della nostalgia sia dell’abbraccio durante le poppate, sia del piacere forte durante la suzione. Succhiare è un vero piacere! Il Dr. Freud lo definiva un “succhiare con delizia”. E’ in particolare con lo svezzamento che il piccolo può uscire dal rapporto unico con la mamma e aprirsi al mondo esterno e a tutte le sue novità. Il bambino sceglierà un oggetto e/o una parte del suo corpo come aiuto in questa avventura. Tali oggetti, definiti, “oggetti transizionali”, hanno la funzione di sostenere e accompagnare il piccolo lungo la crescita.

L’oggetto è transizionale proprio perché segna un passaggio e un cambiamento. Inoltre ha una funzione cognitiva e affettiva, durante la separazione dalla mamma, sono utili anche come rassicurazione e conforto rispetto all’inevitabile tramonto dell’illusione di fare tutt’uno con l’oggetto d’amore materno. Servendosi della sua immaginazione il piccolo attribuisce ad un oggetto il valore di “sostituto” della mamma.

 

Perché alcuni scelgono un peluche e altri il ciuccio come oggetto transizionale?

Durante l’allattamento il neonato sente gli odori, tocca con la manina una parte del suo o del corpo della mamma, il vestito e/o i capelli della madre. Tale contatto spingerà poi il piccolo a ricercare quell’oggetto che più gli ricorda la piacevole sensazione vissuta nell’abbraccio materno. Per altri è soprattutto il piacere di ciucciare che assume particolare importanza: ecco allora che vengono preferiti il dito e/o il ciuccio. Accarezzando un lembo di un lenzuolo, un peluche, o ciucciando il piccolo soddisfa un’esigenza che si muove nel profondo del suo cuore e lega sempre più intimamente ogni oggetto al suo piccolo proprietario.

 

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“C’è da preoccuparsi?”

L’uso che i bambini fanno di questi oggetti si origina quindi dal bisogno di ricorrere ad una conforto, ad una sicurezza affettiva, quando la mamma non c’è. Inoltre tali oggetti possono facilitare l’isolamento dagli stimoli circostanti, per potersi addormentare. Non c’è da preoccuparsi dunque! Tuttavia se il bambino mostra un’insistenza eccessiva, assidua, che condiziona e occupa il tempo in cui è sveglio, unitamente ad un attaccamento morboso alla mamma, è utile cercare di capire cosa sta accadendo. Infatti tale uso può avere più il valore di una compensazione che di un conforto e di una compagnia e segnalare una difficoltà psicologica. E’ bene cercare di capire il perché di tale uso compensatorio. Può riguardare la fatica del piccolo nel maturare una fiducia nell’altro diverso dalla mamma, una difficoltà a strutturare un senso di sicurezza e stabilità che non gli permettono alcuna consolazione e adattamento.

In generale è bene ricordare che l’oggetto transizionale non può essere sostituto: è insostituibile e guai a lavarlo! Metodi coercitivi, ricattatori e/o punitivi non sono mai consigliabili come strategie affinché il piccolo abbandoni il suo ciuccio o il suo peluche. Bisognerà quindi attendere che il bambino, con i suoi tempi, non senta più il bisogno di utilizzare il suo amato compagno di viaggio!

associazione pollicino

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